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Delocalizzazione

 

 

Delocalizzazione vs ri-collocazione

Trasferimento di attività produttive (fabbriche) verso paesi meno sviluppati ove il costo del lavoro è meno oneroso; questo è uno dei motivi di un decentramento produttivo, ma non l’unico: gli obiettivi sono molteplici sia operativi che strategici. /1/ 
Tale dislocazione ubicativa può avvenire con filiali commerciali (es.: centrali d’acquisto e controllo qualità prodotti; cioè outsourcing della produzione) o con nuove imprese locali (stabilimenti produttivi; cioè investimenti diretti) che fanno parte del gruppo industriale. 

Le Imprese dovranno sapersi inserire in una nuova divisione internazionale del lavoro, dove le cosiddette 'delocalizzazioni' non saranno che 'ri-collocazioni' di imprese, per le quali l'Europa è un mercato domestico. In questa logica si passa da una delocalizzazione tattica centrata sulla ricerca del contenimento dei costi, ad una strategica a supporto dell'internazionalizzazione del business. Oggi non basta più esportare, ma si deve essere vicini all'utente finale. Non bisogna temere i paesi in via di sviluppo: si tratta di mercati essenziali che dobbiamo aiutare a crescere per evitare di lasciarli ad altri concorrenti. 

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PMI e ri-collocazione mediante aggregazione di imprese

Nel caso di PMI per implementare strategie di ri-collocazione è spesso utile l'aggregazione di più imprese /2/ per fare sistema e raggiungere sinergie non solo economiche; ad esempio: maggiori probabilità di essere ascoltati e ricevere collaborazione delle autorità locali, possibilità di esportare un modello produttivo originale molto più vivibile di quello delle multinazionali, ecc.

L’aggregazione di imprese è un'alleanza tra imprese diverse al fine di cooperare e raggiungere, nelle diverse aree aziendali, la dimensione minima necessaria affinché il “business” diventi conveniente e remunerativo.  
Non si tratta di fondere più imprese in una più grande o di formare un gruppo di imprese con una capogruppo (Holding), ma solo di costituire una nuova entità più ampia (meta-impresa), che può avere o meno personalità giuridica, per pianificare e coordinare le attività/aree di interesse comune. 
Tutto ciò non comporta la perdita dell'individualità e dell'autonomia del singolo imprenditore, che continua a gestire la propria piccola impresa. Solo le linee guida strategiche relative ad alcune aree di interesse comune (a seconda dei casi: approvvigionamenti, produzione, mercato, ICT, ecc.) sono concordate e condivise con gli altri imprenditori partecipanti all'aggregazione (vedere meta-impresa). 

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Commenti

  • Per GIUSEPPE DE RITA (Segretario generale Fondazione CENSIS): "Non è per il costo del lavoro che si delocalizza, ... . Ci si sposta ad Est perché si pensa che sia uno sbocco, o almeno un avamposto per i nuovi mercati. . . ." 

  • Per MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "Aprire impianti produttivi nell'Europa dell'Est serve a conquistare nuovi mercati più che a ridurre il costo del lavoro. Noi vicentini in Slovacchia siamo riusciti a clonare il nostro distretto. A Savorin abbiamo trovato la massima collaborazione delle autorità locali. 
    Noi ci siamo andati facendo sistema convinti di poter esportare un modello produttivo molto più vivibile di quello delle multinazionali che non danno garanzie e puntano solo a fare profitti. 
    Oggi non basta più esportare, arte in cui Vicenza da sempre eccelle, ma si deve essere vicini all'utente finale. Non bisogna temere l'allargamento ad est: per noi si tratta di mercati essenziali che dobbiamo far crescere per evitare di lasciarli a francesi e tedeschi" 

  • Per DANIELE MARINI (Sociologo): "Sarà un Nord-Est che dovrà inserirsi in una nuova divisione internazionale del lavoro, dove le cosiddette 'delocalizzazioni' non saranno che 'ri-collocazioni' di imprese, per le quali l'Europa diverrà un mercato domestico" 
    Sempre per DANIELE MARINI (Sociologo): "La seconda linea di tendenza è sicuramente il passaggio da un processo di delocalizzazione centrato sulla ricerca del contenimento dei costi, ad un processo di internazionalizzazione strategico" 

  • Per FABRIZIO LORI (Imprenditore): "La stessa questione della delocalizzazione: è un booberang solo per chi puntava unicamente ad un transitorio effetto sui costi di manodopera. L'internazionalizzazione è altra cosa, ma se è importante andare sui nuovi mercati lo è altrettanto continuare ad investire in casa" 

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Approfondimenti

  1. Modello d'impresa e distretti
    Evoluzione del modello d’impresa: distretti e PMI,
    strategia innovativa e delocalizzazione, competenze e mansioni, servizi avanzati per le imprese

  2. PMI e Innovazione: linee di sviluppo e competenze
    Scenario italiano e fattori critici di successo, innovazione a 360°, aggregazioni di imprese, passaggio generazionale e innovazione, professionisti a supporto delle PMI per facilitare l'introduzione di innovazione

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