Storie di Cavalieri del Lavoro

Corriere del MEzzogiorno



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mazza, l'arte del corallo trasformata in business 

[ Abstract da pag. XIII del  CORRIERE DEL MEZZOGIORNO  (20 Marzo 2006): quotidiano di informazione]

 

 


Bartolomeo Mazza

Nacque il 9 novembre 1858 a Torre del Greco, la "capitale del corallo". La città cominciò a vantare il primato insuperato nella lavorazione e nella produzione dei coralli dalla seconda metà dell'Ottocento. Prima Torre del Greco era famosa prevalentemente per la pesca e il commercio del corallo. Le prime fabbriche, chiamate dai torresi "fràveche", sorsero agli inizi del sec. XIX. Il primo opificio fu avviato da Paolo Bartolomeo Martin, un intraprendente marsigliese che si era trapiantato a Torre del Greco dopo il declino della lavorazione del corallo in quella città. Martin era stato autorizzato ad impiantare a Torre del Greco una fabbrica per la lavorazione del corallo da Ferdinando IV di Borbone con un rescritto del 27 marzo 1805.

Bartolomeo Mazza discendeva da una famiglia di coraggiosi armatori, che avevano raggiunto l'agiatezza rischiando la vita su quelle barche sottili e lunghe che si chiamano appunto, per l'uso cui erano destinate, "coralline". Per qualche ducato in più i "corallari" torresi spesso sfidavano l'inclemenza del mare, forzando la mano ed esponendosi a seri pericoli, per arrivare a Livorno, dove in gran parte il prodotto pescato veniva venduto allo stato greggio, prima che il prezzo fosse calato.

Educato a questa scuola - i corallari torresi erano soliti ripetere "A varca 'nfunno, o marcanzia a Livorno" - Mazza era un lavoratore instancabile. Grazie al coraggio e all'amore per il mare ereditati dal padre arrivò ad una rilevante posizione sociale e ad alta reputazione industriale. Suo padre, Crescenzio, era un vero lupo di mare. Era stato insignito da Napoleone III della medaglia d'argento al valor della marina per aver salvato un grande piroscafo francese che, senza il suo aiuto, sarebbe andato ad infrangersi sulle coste dell'Algeria.

A 14 anni cominciò a viaggiare con i fratelli, spingendosi spesso per la pesca e per la compra del corallo, che era l'industria della famiglia, lungo le coste dell'Algeria dove, come tutti i "corallari" torresi, era costretto a difendersi non solo dai corsari turchi e barbareschi, ma anche dalla Compagnie Royale d'Afrique costituita a Marsiglia nel 1741. Appena maggiorenne si associò all'azienda commerciale dei fratelli che esercitavano la pesca e la lavorazione del corallo nella bottega artigiana situata nella zona marina di Torre del Greco.

Nel 1883, dopo aver preso moglie, si mise per conto suo, continuando da solo la pesca, la lavorazione e il commercio del corallo strappato dai mari di Sardegna e, in particolare, di Sicilia dopo la scoperta dei tre banchi coralliferi nel Canale di Sicilia tra il 1875 e il 1880.

Fu tra i primi industriali del corallo. I monili e i ninnoli di corallo, modellati e rifiniti nel suo stabilimento con abile pazienza, per la loro raffinata manifattura erano richiesti e diffusi a Parigi e a Londra, senza contare le più importanti città italiane e le lontane Americhe.
A Mazza si rivolgevano i negozianti di Napoli e di Parigi per l'acquisto dei coralli più fini e alla moda. Per soddisfare i bisogni dell'estesa clientela acquisita in Austria e Germania aprì una succursale a Lipsia, affidata in gestione ad un giovane conosciuto durante i suoi ripetuti viaggi all'estero, da cui erano rifornite di coralli tutte le città della Germania.

Dando lavoro e guadagno a tanta gente meritò la riconoscenza, l'affetto, la stima e l'ammirazione dei suoi concittadini i quali lo elessero consigliere comunale ad appena 26 anni e poi più volte assessore. Non per questo trascurò le cure della sua industria e i doveri di buon padre (ebbe più di 10 figli).

Nella sua veste di presidente del consiglio d'amministrazione risollevò le sorti della Compagnia Anonima di Credito di Torre del Greco che, dopo la sua azione di risanamento, divenne uno dei più fiorenti istituti di credito della città per la riconquistata fiducia dei clienti e l'afflusso dei capitali nelle sue casse.

Fece parte del consiglio direttivo della Scuola d'Incisione sul Corallo e di Disegno Artistico, fondata a Torre del Greco nel 1878 per iniziativa dell'avvocato Giovanni Della Rocca (il primo deputato a rappresentare Torre del Greco nel Parlamento nazionale). Al contrario degli altri artigiani torresi, che cercavano ogni mezzo per sabotarla, vedendo nelle leve che uscivano dalla scuola soltanto una concorrenza, Bartolomeo Mazza collaborò con Enrico Taverna per evitare la chiusura della scuola (Taverna, che aveva studiato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, era stato chiamato alla direzione della scuola dal governo).

Campione di un'attività industriale tipicamente napoletana, Mazza riuscì ad aprirsi il cammino agli onori e all'agiatezza. Commentatore della Corona d'Italia e cavaliere dei SS Maurizio e Lazzaro, fu nominato cavaliere del lavoro il 29 giugno 1902. Con la sua nomina il governo volle dare un segnale e tentare di favorire la ricostruzione del vasto e vario edificio delle industrie meridionali, andate in rovina per la legislazione unitaria. Morì a Sant'Agnello il 26 maggio 1923.

Michelangelo Salpietro
(Archivio storico - Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro)

 

www.pallme.com

 

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